L'ultima centuriazione
E' un singolare quaderno di ricerca storica che, dopo altri da lui curati, Luigi Ghizzo presenta insieme con Eddy Dalla Betta.
L'autore, da quando ha aperto gli occhi sull pagine del grande libro della natura che gli stanno attorno, le pagine del Quartier del Piave, da quelle non riesce a staccarli. Da buon "frate Guglielmo" ha percorso e continua a percorrere palmo a palmo questo lembo di terra per condividere con molti "discepoli" l'avventura della decifrazione dei suoi segreti e parteciparne i risultati. Si tratta di una terra antica, che rivela il suo volto, "mezzo tra bello" ed avaro, solo a chi, incurante del fluire incessante dei sistemi di vita, si immerge in simbiosi con essa, per viverne le pulsazioni o i silenzi stagionali e per cogliere ogni segno-segreto del contratto che, nel tempo, l'uomo con essa ha stabilito.
Dall'ipotesi che il territorio compreso tra Vidor e Sernaglia della Battaglia sia stato interessato da un intervento di sistemazione agraria ed urbanistica risalente alla tarda età romana muove la ricerca. Essa presenta alcuni caratteri:
1. C'è una ricerca storica che si fa sul documento scritto, sulla notizia tramandata, sulla traccia veicolata da un testo letterario.
Nel caso presente la ricerca storica è condotta sul "campo" (e il termine ha, oltretutto, la pregnanza di indicare il podere di terra amato e lavorato, conosciuto frammento per frammento), allo scopo di rintracciare e collegare segni del passato più o meno evidenti e rilevanti.
Ed i segni sono rappresentati dai termini interpoderali, dai tracciati viari, dalle testimonianze di culto religioso situate ai punti in cui si intersecano linee di misura costante, dai reperti archeologici che ad ogni nuova aratura affiorano con abbondanza, sia pure nella forma del miscuglio caotico di lacerti apparentemente non collegabili, dai toponimi sopravvissuti all'usura del tempo, voci ad un tempo familiari e desuete, destinate a rimanere astratte e incomprensibili, se qualcuno non le fa rivivere, lasciandosi prender per mano e guidare docilmente a riconoscere orditi e trame rovinati dall'usura, oppure calpestati e sepolti dal passaggio dell'uomo.
2. Lo studio si inserisce nell'alveo di ricerche storiche passate; ipotesi su ipotesi sono state formulate sul tracciato delle vie romane che solcavano il Quartier di Piave collegando tra loro le grandi città della Venetia.
Nel lavoro di Ghizzo, che vede l'intervento agrimensorio indotto dalla presenza del reticolo viario, l'attenzione si concentra sulla Claudia Augusta Altinate e sul cosiddetto Itinerarium Antonini, che portava da Oderzo a Trento.
L'autore riprende e riformula i risultati degli studiosi, li passa al vaglio di un apparato documentale locale vasto, complesso e di enorme concretezza, all'interno del quale è rispettata la naturale "reductio ad unum" (convergere all'unità) di elementi in sè apparentemente disparati, senza che mai si avverta l'effetto di una tesi precostituita da confermare a tutti i costi e tale da indurre improprie forzature.
Nel rispetto di questa rigorosa metodologia, le questioni non si chiudono e le soluzioni proposte sollecitano ulteriori indagini e modelli storico-interpretativi sempre più affinati.
In questo senso il lavoro si propone come paradigma di ricerca aperta.
3. La particolare conformazione delle microcenturiazioni interessanti il Quartier del Piave rivela una sapienza di regolazione e programmazione del territorio propria di tempi di civiltà assai evoluta. Competenze molteplici e specifiche sembrano concorrere all'interno dell'azione dell'uomo, allo scopo di rispettare la natura ed insieme farne evolvere le potenzialità con il risultato che clima e qualità dei terreni, conformità del terreno e risorsa idrica, esposizione solare e ricorrenze meteorologiche costituiscono l'impasto mediante il quale introdurre nel grande ordine della natura un microcosmo, un ordine in miniatura, armonico ed in sè compiuto.
Così parla la storia intorno ad un popolo capace di rapportarsi alla natura con intelligenza e capacità programmatoria. Se sulle prime l'oggetto della presente ricerca può sembrare motivo di diletto per curiosi e divaganti eruditi, poi si rivela determinante per la conoscenza di un passato che ci appartiene, carico come può essere di efficacia esemplare nei confronti del presente.
"L'ultima centuriazione" è il titolo dato al quaderno, nel quale un "termine" tecnico si unisce ad una "parola" di vaga ed indeterminata intesità.
Storiograficamente ineccepibile, perchè designa un intervento di pianificazione agraria risalente a tempi un po' tardi della romanità.
Altrettanto ineccepibile perchè porta a conoscere qualcosa che rimane nel frammento e rischia di sparire: ultima centuriazione, bagliore residuo che potrebbe preludere ad una oscurità che seppellisce definitivamente una pagina significativa della nostra storia.
C'è motivo per accogliere con ammirazione e gratitudine questo libro, omaggio degli autori alla loro terra e dono alle genti del Quartier del Piave.